Tagli di bilancio e ristrutturazioni, questi gli argomenti fondanti degli ultimi CDA della Rai. Nel Consiglio di Amministrazione della TV pubblica si staglia come una minaccia lo spettro della crisi, che presto tingerà di rosso sangue l’agonizzante conto economico dell’azienda. Lorenza Lei ha preparato un piano rigoroso e rivoluzionario per la Rai, che richiama tutti i comparti aziendali all’austerità e al sacrificio. Vediamolo da vicino.
La Rai dovrà attenersi alle nuove esigenze di bilancio, che richiedono un risparmio di 85 milioni di euro, a cui vanno aggiunti i precedenti 70 milioni come da manovra datata maggio 2011. Il denaro in eccesso dovrà essere impiegato per acquistare i diritti delle Olimpiadi, che costano ben 150 milioni di euro. Si parte dalla riduzione dei costi palesemente superflui, come le auto blu ai dirigenti d’azienda, per proseguire con le cose che contano davvero, come gli uffici di corrispondenza all’estero destinati a chiudere i battenti: Nairobi, Nuova Delhi, Buenos Aires, Beirut, Istanbul, Mosca e Madrid.
Resteranno aperti solo i più importanti, ovvero Berlino, il Cairo, Gerusalemme, Londra, New York e Washington, Parigi e Pechino. Questi ultimi dovranno comunque traslocare, e si appoggeranno alle strutture di “un’importante agenzia di informazione” per l’operatività. Tra gli altri provvedimenti c’è anche l’accorpamento di diverse divisioni giornalistiche in un’unica testata. Parliamo di Rainews, Televideo, Rai International e delle redazioni online, che formeranno un unico grosso blocco All News, deputato al contrattacco nei confronti del neonato concorrente TgCom24.
Il nuovo sito sarà costruito sulla base del modello dei corrispettivi stranieri, come per esempio il colosso BBC. Resta ancora da stabilire che fine faranno i direttori Corradino Mineo e Antonio Bagnardi, rispettivamente di RaiNews e Televideo.
Tra i punti principali della riforma di bilancio anche il recupero di liquidità attraverso la vendita di alcuni immobili di proprietà della Rai, come palazzo Labia, sede di Venezia (a quando il trasloco dalla storica sede di Viale Mazzini, pericolosissimo museo di amianto?). Il Cda chiede anche l’appoggio del Governo, dato che l’azienda “ha fatto la sua parte” senza, stando al piano di riforma – intaccare la portata occupazionale della Rai.
M.C.