Il nostro post sulla vera identità di Syria Luongo ha aperto gli argini della fiumana di polemiche, seguite da accuse e congetture. Ma anche dalle dovute spiegazioni, come quelle arrivate via commento da chi si è virtualmente presentata come la sorella dell’artista di strada. L’intervento di Syra, spiega, e’ stato semplicemente travisato. Pubblichiamo la lettera, firmata “Nicole”, invitando l’autrice a contattarci privatamente per confermare la sua verità.
Avete mai pianto un solo giorno per qualcuno o qualcosa di non vostro?
Avete mai consolato la vostra mamma piangere perché non sapeva come andare avanti?
Non riesco a trovare né le forze né le parole per scrivere, ma qualcosa di più grande mi porta a farlo.
Dunque, mi rivolgo a voi, ad ogni singola persona che mi legge in questo momento.
Non sono qui per cambiare le idee a nessuno ma semplicemente se volete tutti la verità, la troverete SOLO in queste righe.
Comincio con il parlare dell’esibizione di Sirya (e non sYria come tutti erroneamente scrivono) del giorno 21/01/2012 ad “Italia’s got talent, analizzando ogni singola battuta da voi ascoltata nella puntata.
Dopo i saluti iniziali Maria chiede a Sirya: “Cosa ci fai vedere?” Sirya: “Vi faccio vedere la mia arte che faccio per strada”. Ora qualcuno mi dica, cosa c’è di non vero in questa frase?
Sirya si è esibita molte volte per le piazze con questo tipo di performance corporeo ma anche col fuoco e molto altro, per coloro che negano ciò confermo di avere foto che lo testimoniano.
La conversazione continua… Maria: “Ah!, vivi per strada?” Sirya: “Si…”.
Sirya si è presentata al programma non come ginnasta, ballerina, attrice o barbona ma in qualità di Artista di strada, ciò non vuol dire che lei non abbia un tetto, una famiglia o che viva sotto un ponte (come la maggior parte dei Blog, e persone hanno malinteso) ma che nella sua vita da ARTISTA DI STRADA si è ritrovata molte volte a dover trascorrere le sue giornate in una piazza o in una via danzando e condividendo il poco che aveva con il prossimo, senza mai chiedere nulla ma soltanto offrendo la sua arte.
Parlando con Sirya un giorno lei mi disse queste parole: “…Intanto non ho mai detto di non avere una casa, se come casa la gente intende il luogo materiale, bene sì quello ce l’ho, ma per me la casa è il mondo, il cielo è il mio tetto e la strada è il mio letto”.
Maria: “Ti senti diversa dalle altre bambine, meno fortunata? Sirya: “No, meno fortunata assolutamente no!” Sirya ha visto con i suoi occhi chi è nato nella sofferenza e che senza l’aiuto di chi guarda il male con indifferenza senza fare del bene probabilmente morirà senza aver avuto mai un poco di fortuna nella propria vita.
È difficile ragionare con i bambini “adulti” e credere alle loro parole, poichè si è abituati a bambini ai quali tutto è concesso, cresciuti nell’abbondanza e nella ricerca del superfluo ma credetemi, vi metto alla prova: affrontate una conversazione di anche pochi minuti con Sirya e rimarrete stupiti di quanto la sua mente possa arrivare lontano, nulla è programmato nelle sue parole, è tutto frutto del suo vissuto!
Finita l’esibizione Maria domanda a Sirya: “Senti, e se vinci?”… Sirya risponde: “Se in caso vinco, i soldi che prendo non voglio tenerli per me!, voglio aiutare anche le persone povere…”, forse si rimane sbalorditi da una frase del genere perché AIUTARE oramai non è più una cosa comune, in particolare nel mondo occidentale, ci preoccupiamo solo del nostro, corriamo tutti i giorni e cerchiamo di capire come avere sempre di più; qualcuno sente parlare attraverso i mezzi di comunicazione, di Povertà, ma nessuno se ne interessa, pochi fanno davvero qualcosa, appaiono tutti come problemi lontani ai quali ci si sente un pochino impotenti ed allora si preferisce non parlarne, tornare sul proprio cammino ignorante di tutti i giorni, e se qualcuno come una bimba di nove anni ci fa riflettere, allora la si accusa chiamandola “traditrice”, “ingannatrice”, “falsa”… parole forse troppo grandi queste, per giudicare ciò che non si conosce.
Con i piccoli risparmi Sirya con la sua famiglia ha già inviato qualcosa ai bambini poveri, anche poco, ma pur sempre tanto per chi non ha nulla.
Interviene Gerry: “E con la scuola come fai?”
Sirya: “No, vado a scuola!”
Maria: “E come vai a scuola?”
Sirya risponde con spontaneità: “A piedi!”, Sirya continuando a suscitare il sorriso, afferma di andare a scuola, come è giusto che sia.
Durante la sua esibizione mostra un telo con la scritta “That’s the way it is” il quale spiega successivamente, dicendo: “Allora… that’s the way it is, vuol dire: così stanno le cose, significa che…Io…vedo la domenica mattina un papà o una nonna (figure che ha sempre visto nelle piazze ma che nella vita di Sirya sono state svolte dalla sua mamma e dalla sua sorella) andarsi a prendere il gelato no? ed invece vedo me stessa, o anche un’altra persona povera che è lì a guardare e magari è più povera di me… (Sirya non sta dicendo di essere povera, ma fa’ un paragone tra chi a tutto e di più, e chi invece risparmi quella monetina del gelato per chi come dirà successivamente e “molto molto molto” più povero di lei, riferendosi ai bambini che ha visto stare male o morire poichè non avevano i soldi per comprare le medice per curarsi da malattie, come la malaria, in Viet Nam)…”
Continua Sirya: “Vorrei porgervi una domanda: quando voi avevate nove anni pensavate alle persone povere? e a chi soffre?” credo che ognuno di noi dovrebbe avere una Sirya dentro di sé e porgersi questa domanda!
Nessuno ha chiesto a Sirya dove avesse imparato alcune delle cose che sa fare, nessuno le ha chiesto se andava in una palestra o luoghi simili, ma come afferma lei nell’articolo di giornale uscito il giorno 24/01/2012 su “La Stampa” della provincia di Torino: “Mi alleno fino da quando avevo tre anni, poi a quattro e mezzo sono entrata in una squadra di ginnastica artistica”. Un pittore che si rispetti non può comprarsi un pennello? un musicista il suo strumento? ed un artista di strada, come lo è Sirya, non può condividere il suo cappello con una passione, per far crescere il suo talento da ginnasta, con il quale continuare a donare, se non altro, un sorriso?
Nessuno ha neanche, giustamente, chiesto a Sirya quale fosse la professione di sua mamma, o come fosse costituito il suo nucleo familiare?
E’ forse una avversità se la mamma di Sirya dopo tante fatiche sia riuscita a trovare, da poco più di un anno a questa parte, un posto di lavoro presso il comune di Pinerolo con il quale affrontare le spese di ogni giorno e migliorare la Nostra condizione di vita dopo tanti anni in strada?
Sì, avete letto bene ho scritto Nostra.Se ho deciso di scrivere questa lettera, é anche perché ho avuto molte domande da parte vostra, dal web, ma la cosa che mi ha toccata in maggior modo il cuore, e che mi ha spinta a scrivere è che qui è in discussione la vita di una bambina, non di una bambina qualsiasi, ma di colei che ho cresciuto con mia mamma e col mio amore, Sirya Luongo, mia Sorella.
Nulla di personale contro la bambina… ma questa lettera “ben scritta” mi è subito sembrata un po’ sospetta… allora sono andato sul sito mediaset a rivedere la puntata.
Ovviamente si gioca sul filo dell’inganno… non si dice mai la parola senzatetto… ma Maria prima dell’esibizione dice che Sirya è un’artista di strada e che VIVE per strada.
(il fatto che lei lavori per strada è molto differente… la sera torna a dormire nel suo lettuccio caldo, o no?!?!?
Anche io passo un sacco di tempo sul mio luogo di lavoro… cosa devo dire che vivo nel mio ufficio??? Mi farebbe anche comodo, visto che adesso rimettono l’ICI e così facendo posso farlo pagare al mio capo)
-Il testo durante l’esibizione ginnica è VOLUTAMENTE ingannevole… Gerry addirittura PIANGE (lo commuovono le piroette?)
-Maria a fine esibizione dice: “il fatto di NON AVERE CASA non è un problema?”
(ora venitemi a dire che in effetti la bambina non ha casa perché è intestata alla mamma oppure sono in affitto… ma dai!!!)
-Maria continua dicendo che le risposte della bambina la sorprendono, e che loro (i giudici) “non sono tanto abituati” (a fare cosa?!?! Ovvio che si riferisca al fatto di vedere una bambina senzatetto rispondergli così naturalmente)
-Anche il monologo finale della bambina è VOLUTAMENTE ingannevole.
-Sul final Zerbi dice:” so che hai avuto qualcuno vicino che ti ha spiegato… bla bla bla” (allora vuol dire che i giudici hanno una scheda dei provinanti… e quindi erano perfettamente a conoscenza di come stavano le cose)
-Belen dice che conosce la situazione anche se “non vivevo per la strada, ma mia mamma… bla bla bla”
-La colonna sonora “strappacuore” durante il dibattito
Quindi Sorella di Sirya o chiunque altro, non venitemi a raccontare che la situazione è stata fraintesa!!!
E’ stato un bellissimo momento di spettacolo, commovente, ben fatto e studiato a tavolino… purtroppo però è tutto INGANNEVOLE… qualcuno “c’ha marciato”… e se non è stata la bambina, beh, sarà stato qualcun altro!
Un applauso alla redattrice che ha scritto questa commovente lettera
E’ una storia triste.
andando a vedere il profilo facebook della sorella si dimostra che non è affatto povera come ha fatto credere (non la bambina ma coloro che hanno creato il suo bel discorso commovente e la colonna sonora…)…
sono stati in cina, hanno vari servizi fotografici (di syria e sorella) e video di esibizione della bambina di dicembre 2009 (che dimostra che frequentava una palestra: pagando!)
è TUTTO UN BEL COPIONE E BASTA!!
profilo facebbok sorella di syria: http://www.facebook.com/profile.php?id=1086454899