E’ lui, Daniele Piombi l’ideatore del Premio Regia Televisiva, fondato negli anni ’60 con il nome “Oscar TV”. Ma questo non significa che gli debba andare bene tutto. “Se questa è la televisione non c’è più bisogno di premiarla” ha dichiarato all’Ansa.
Il conduttore avrebbe preferito Report, Niente di personale o Le Iene show, i programmi che guarda abitualmente. Ed esprime il suo giudizio sul vincitore, Ti lascio una canzone di Antonella Clerici. “Vincono da 10 anni sempre gli stessi, non c’é più novità. Guardate ‘Ti lascio una canzone’ della Clerici, io non ho nulla contro di lei per carità, ma è possibile che i bambini che dovrebbero studiare vadano a fare i grandi?”.
Lo sfogo non è dettato da invidia nei confronti di altri decani della TV che, a differenza sua, continuano a riempire il piccolo schermo. Daniele Piombi non “sgomita”, ci assicura, come fa un Pippo Baudo, che a Centocinquanta fagocita il povero Vespa “invadendo” il suo spazio.
Sono parole dure quelle di Piombi, parole che ci fanno riflettere. Soprattutto perché pronunciate da un grande critico televisivo, uno che ha scritto – come anche Baudo – la storia della TV. Ma la qualità, denuncia, è in precipitoso calo, pur contando di elementi validi come Bonolis, Scotti, Conti, Frizzi. Il problema è l’egemonia dell’Auditel, che ormai decide vita e morte dei programmi televisivi.
La soluzione? Piombi racconta di aver presentato dei progetti ai direttori di rete, progetti che hanno fatto la fine delle schedine perdenti. Peccato.
C.C.
Vedi: Premio Regia Televisiva: ha vinto chi non c’era
Fonte: Prima Comunicazione