[Sotto, il video di un documentario su Alberto Manzi] “Non è mai troppo tardi” è il titolo di un programma storico della Rai, mandato in onda dal 1960 al 1968. Ogni puntata, condotta dal maestro Alberto Manzi, equivaleva a un giorno di lezione alla scuola elementare e insegnava i rudimenti della lingua italiana ai telespettatori in ascolto. All’epoca, Non è mai troppo tardi contribuì ad alfabetizzare milioni di italiani, impossibilitati in gioventù a frequentare la scuola dell’obbligo.
Perché torniamo a parlarne? Perché presto andrà in onda il remake del programma, con VIP ignoranti al posto del pubblico a casa e conduttori da reality in sostituzione del maestro Manzi (quasi certamente Alfonso Signorini e Federica Panicucci). Il nuovo format, difeso a spada tratta da Massimo Donelli direttore di Canale 5, non ha niente a che vedere con l’originale, omonimia a parte. Lo show in arrivo mira a scatenare i fan dei reality, a cui mancano le gag de La pupa e il secchione; peccato che anche gli insegnanti precari si siano scatenati, ma con striscioni e insulti.
“Sei un insegnante precario della scuola? Sei disoccupato?” Recita lo spot. “Vuoi rimetterti in gioco e fare qualcosa di diverso? Contattaci, puoi vincere dieci anni di stipendio”.
Ma come? Il problema dei precari era così facile da risolvere? Grazie Canale 5! Il corteo dei precari è insorto contro la rete, incattivito dall’infelice situazione in cui versano attualmente gli insegnanti italiani. “Le televisioni della famiglia del premier sfruttano la loro disperazione con la solita lotteria della fortuna” accusano.
Secondo voi qualche insegnante ha comprato il biglietto di sola andata per Canale 5?
M.C.