Stamattina Michele Galvani ha pubblicato un articolo molto curioso su Leggo. “Rai nel caos: Infante fa causa. Il conduttore pronto a lasciare”. Nessuno se n’era accorto, ma dentro quel pacifico conduttore, come ha dimostrato agendo legalmente, ribolle la rabbia e il livore di chi si sente oggetto di un’ingiustizia.
Milo Infante, conduttore di Italia sul 2 insieme a Lorena Bianchetti, avrebbe ricevuto, durante tutto lo svolgersi della stagione televisiva, un trattamento da stagista: non è ammesso alle riunioni, non può conoscere né condizionare la scaletta del programma, non può occuparsi di cronaca né invitare ospiti diversi da quelli decisi da Roberto Milone, vicedirettore di rete (tra cui ci sarebbero solo rappresentanti di Onlus Cattoliche e i giornalisti di alcune testate ammesse). Sarebbe questo il motivo del disinteresse da parte del pubblico a casa di un programma che dal 13 è passato al 7% di share?
Nel mentre, il potere di Lorena Bianchetti all’interno della redazione del programma sarebbe in ascesa. Infante avrebbe quindi dato mandato al suo legale Mario Fezzi di redigere una causa ad hoc, avendone tutti i diritti, in qualità di capo redattore. Così, come suggerito su Leggo, il conduttore non dovrà più occuparsi di reality e maccheroni mentre alla Bianchetti vanno lo spread e la Costa Concordia… Il pezzo di Leggo sembra quasi scritto sotto dettatura, come se Infante avesse sfruttato, giustamente, il canale mediatico per avere il supporto dei telespettatori.
Tanto che Galvani scrive, a proposito della Bianchetti “ex valletta-ballerina, giornalista pubblicista (ha scritto sul Messaggero di Sant’Antonio)”. E ora la Lei e il Cda, se non vogliono ascoltare Infante, dovranno leggere la lettera del suo avvocato.
M.C.