Il Tg5 ha compiuto 20 anni. Era il 13 gennaio 1992 quando il telegiornale della neonata Canale 5, simbolo della tv commerciale, trasmetteva la sua prima notizia. Un Enrico Mentana riccioluto e quattrocchi, un Salvo Sottile più simile all’orso Yoghi che a un giornalista, una Cristina Parodi con l’aria di una modella: immagini che oggi ci fanno sorridere, ma che ieri per molti hanno rappresentato il riscatto del mercato nei confronti della sovranità televisiva dello stato (soprattutto per Berlusconi, sia chiaro). Il telegiornale ammiraglio delle reti Mediaset ha conosciuto tre direttori, Enrico Mentana, Carlo Rossella e Clemente Mimun.
Come ricorda quest’ultimo sull’Adnkronos, il primo giorno di messa in onda, il Tg5 batté il Tg1 negli ascolti grazie al fattore novità, fenomeno che ultimamente ha cominciato a ripresentarsi in forma più stabile. Mentana ha diretto il notiziario fino al 2004, quando è passato al settimanale d’approfondimento Matrix lasciando il Tg5 a Rossella. Quest’ultimo passò il testimone a Mimun nel 2007. Tra i giornalisti storici che hanno costruito la propria esperienza tra le file del Tg5, anche Emilio Carelli, che passò al TgCom, Toni Capuozzo, che ora conduce Terra!, Lamberto Sposini, che litigò con Carlo Rossella nel 2007 e si trasferì in Rai, e Salvo Sottile, che ora conduce Quarto Grado su Rete 4.
“La prima volta non si dimentica mai – ricorda l’attuale direttore – in tutti i campi della vita, dagli esami all’amore, alla paternità. Figurarsi nel caso di un tg nuovo di zecca, formato da un pugno di ragazze e ragazzi che osavano sfidare l’ammiraglia dell’informazione Rai. Oltre tutto la scaletta del primo Tg5 fu stravolta perché non uno, davvero neanche un servizio, era pronto. Comunque durante quella serata ad altissima tensione entrammo nella storia. Mentana, io e Lamberto Sposini eravamo amici da tempo, quell’esperienza rafforzò il nostro legame, tuttora solidissimo”.
La prima edizione delle 20.00, condotta da Enrico Mentana, fu storica per le sue criticità. Non sapendo di condurre un telegiornale senza servizi – neanche uno era pronto quando cominciò il Tg – Mentana tentò di arrampicarsi sugli specchi, passando da una notizia all’altra con l’agilità di un acrobata. Tanto che, per la paventata figuraccia, Sposini minacciò di dimettersi il giorno stesso, salvo poi essere convinto a restare dagli ascolti che uscirono il mattino dopo.
I giornalisti del Tg5 rivendicano tuttora un nuovo modo di fare informazione, più agile e meno ingessato, più attento alla cronaca e al costume, e più “ottimistico”. Il decimo compleanno, continua a raccontare il direttore, “l’abbiamo festeggiato in discoteca. Ma ora siamo troppo vecchi”. Meglio “andare a brindare e a mangiare tutti insieme da qualche parte”.
M.C.