Dagospia ha arruolato Gianni Boncompagni come critico televisivo d’eccezione. Da sempre aperto all’opinione di personaggi dalla lingua lunga – vedi Aldo Busi – Dago ha annunciato in pompa magna l’arrivo del personaggio, “IL SITUAZIONISTA DELL’ETERE GIANNI BONCOMPAGNI – IL MAESTRO DI “PRONTO RAFFAELLA” E DI “NON È LA RAI”, ALLA GUIDA DELLA CORTE SUPREMA GIUDIZI TELEVISIVI”, colui che scriverà, quando gli prude, la sua critica sulle pagine del visitatissimo portale.
Boncompagni si pone idealmente al vertice della CSGT, ovvero la Corte Suprema Giudizi Televisivi, nella quale figurano “24 premi Nobel, 340 plurilaureati, 24 terze medie, 450 analfabeti, ex ministri e molti ragazzi di bottega”. Il Presidente è Goffredo di Buglione “semianalfabeta, ha una vasta esperienza, svolta intorno all’anno mille, di antichi e pessimi programmi televisivi”. La prima trasmissione a finire sulla gogna è Avanti un altro, di Paolo Bonolis.
Mentre il conduttore romano sbandiera ai quattro venti gli ascolti ottenuti e la titolarità del format, da lui stesso ideato e promosso, Boncompagni gli smonta il quiz in poche righe: “il primo verdetto della CSGT emesso in tarda mattinata riguarda quello del peggior programma televisivo degli ultimi trecento anni intitolato ‘’Avanti un altro”. Il severo verdetto è dovuto , si dice nelle motivazioni della sentenza, al suo conduttore che è stato giudicato il peggiore e il più insopportabile conduttore di tutti i palinsesti televisivi passati e futuri e quindi condannato a lapidazione senza scampo“. Ma come? Non è il pubblico a decretare il successo di un programma?
M.C.