Le fiction italiane sottovalutano il telespettatore. C’è bisogno di romanzare la vita di Enzo Tortora per renderla più “interessante”, aggiungendo elementi di fantasia e nuovi colpi i scena? E’ questo il rimprovero che la figlia di Enzo Tortora ha fatto alla fiction sceneggiata da Giancarlo De Cataldo e Monica Zapelli per RaiUno.
Applausi e sputi- Le due vite di Enzo Tortora si sta ora girando a Napoli, con protagonisti Ricky Tognazzi e Bianca Guaccero. “Sono felice si ricordi – ha dichiarato la figlia del presentatore – l’ingiustizia subita da papà, ma temo la si voglia trasformare in una fiction romanzata parlando di donne e sentimenti. E sarebbe inaccettabile”. “Mi hanno fatto leggere la sceneggiatura e non la condividevo. Ho manifestato i miei dubbi a Ricky Tognazzi, ma da allora nessuno si è più fatto vivo con me”.
Evidentemente la manderanno in onda così com’è. La Tortora, che ha seguito le orme del padre lavorando in televisione sin da giovanissima (è giornalista a La7) si è sfogata con il settimanale Gente, nel numero che uscirà domani in edicola.
La trama della fiction ripercorre la vita travagliata del presentatore genovese, che dai fotoromanzi negli anni ’50 passò alla televisione riscuotendo un enorme seguito. L’ultimo programma di successo fu Portobello, che tanti considerano il padre di tante altre trasmissioni nate successivamente, da Stranamore a Chi l’ha visto. Lo show fu anche il teatro del suo ritorno, nel 1987, dopo l’annosa vicenda giudiziaria che lo allontanò dalla televisione e dalla sua famiglia.
Tortora fu accusato di traffico di droga e associazione di stampo camorristico e arrestato il 17 giugno 1983. Fu poi assolto con formula piena in appello e definitivamente alla Corte di Cassazione tre anni più tardi. Morirà di tumore ai polmoni subito dopo aver riacquistato la libertà, il 18 maggio del 1988. La fiction dovrebbe illustrare le catastrofiche conseguenze di un sistema giudiziario fallibile, ricordando l’ingiustizia subita e l’uomo che era Enzo Tortora. E non raccontare un’altra storia solo perché determinati elementi farebbero sollevare l’audience.
M.C.